Chi pretende la massima qualità dalla propria vettura esige il massimo anche dalle proprie destinazioni. Vi portiamo con noi lungo itinerari selezionati, in hotel esclusivi, ristoranti alla moda e musei particolari. In breve: nei posti imprescindibili.

 

 

Tuono dormiente

Abbiamo portato Jaguar XE 300 SPORT e PROJECT 8 in giro per la Sicilia per una guida sensazionale, come poche altre riescono ad offrire.

Il tuono dormiente delle colline siciliane

Henry Catchpole alla guida della Jaguar XE 300 SPORT sembra proprio divertirsi

Palermo sul Mar Tirreno

La Jaguar XE 300 SPORT si lascia Palermo alle spalle

È scontato sospettare che queste imperfezioni del manto stradale siano normali in terra siciliana. In alcuni punti la strada sembra essere un mare agitato, con le onde increspate dal vento e pietrificate poi da Medusa. Nonostante questo, ciò che gli occhi vedono è molto diverso da quello che sente il corpo. Pur trovandomi ad affrontare condizioni stradali davvero pessime, il cratere su cui passa la mia Jaguar XE 300 SPORT si percepisce come una semplice vibrazione. Sulle mani non si avvertono scosse quando le ruote si alzano e si abbassano seguendo la sospensione che assorbe l’impatto. E questo accade molte volte.

 

Al momento sono in un luogo non meglio precisato tra Palermo, a nord della Sicilia, e Catania, sul lato orientale dell’isola. Partendo presto questa mattina, ho avuto l’opportunità di immergermi nel vortice rappresentato da un’ora di punta nell’Italia meridionale a bordo della Jaguar XE 300 SPORT.

 

Desideroso di evitare graffi alla XE 300 SPORT e di conservare tutti gli specchietti in dotazione, mi sono diretto fuori città. Qui il traffico è tanto limitato quanto intenso era a Palermo e, dunque, è molto più facile godersi lauto. Il numero 300 si riferisce alla prestazione di 300 CV del motore a benzina 2,0 litri Ingenium e Sport si riferisce allassetto delle sospensioni. Molto semplice, davvero. Ma la cosa interessante di questa XE è il modo in cui interpreta il termine Sport. Guidando in condizioni come queste si desidera che gli pneumatici aderiscano il più possibile alla strada ed è proprio questo laspetto in cui eccelle la XE 300 SPORT. Passando alla modalità Dynamic, lo sterzo è preciso, equilibrato e fluido nei movimenti. La XE 300 SPORT è una macchina che si può apprezzare appieno su strade imperfette. Unauto altamente performante per il mondo reale.


Lhigh tech incontra la storia: a Isnello sono sopravvissuti fino ad oggi i resti di una fortezza medievale

Henry fa una breve pausa per gustare una tazzina di vero espresso Italiano

Sulla strada per Catania

La Sicilia offre un variegato insieme di paesaggi mozzafiato, città storiche e scavi archeologici

Le possibilità di mettere alla prova le performance della XE 300 SPORT migliorano guidando in montagna, quando le curve aumentano e si susseguono velocemente. Stiamo percorrendo le strade utilizzate per la famosa corsa su strada Targa Florio tra il 1906 e il 1977 e sbalordisce pensare alla sfida che deve essere stata quella di attraversare questo paesaggio aspro e accidentato. Durante le 61 corse della Targa sono stati percorsi diversi itinerari, ma anche il circuito più piccolo (il Piccolo circuito delle Madonie) presenta un incredibile numero di curve, oltre 800. Per fare un paragone, la temuta Nordschleife del Nürburgring ne ha soltanto 150 circa. Alla fine, ne esco illeso e parcheggio vicino a un negozietto dove un anziano signore armeggia con una macchina del caffè in acciaio inox dalla quale fuoriesce, goccia dopo goccia, un denso liquido nero in una tazzina destinata a me. Perfetto.

 

Tornando alla XE 300 SPORT con le pupille opportunamente dilatate dalla caffeina, ammiro ancora una volta il paesaggio circostante e contemplo l’Etna che è sempre più vicino. Con un’altezza di 3.329 metri, l’Etna è il più alto vulcano attivo d’Europa. Sono anche in una macchina dal colore perfetto per l’occasione, dato che la mia XE è verniciata in Caldera Red.


Tuttavia, non ho intenzione di salire sullEtna nella 300 SPORT... Parcheggiata al lato della strada cè una macchina che sembra proprio la XE dove sono seduto, ma decisamente più aggressiva. Avete presente la sensazione che si prova quando si rivede un vecchio amico dopo qualche anno per scoprire che nel frattempo si è iscritto in palestra e ora ha un aspetto decisamente diverso? Ecco cosa ho provato vedendo la mia vettura per la fase finale della gita: Jaguar Special Vehicle Operations XE SV PROJECT 8.

 

I miei dettagli preferiti sono i passaruota allargati tagliati sul retro per maggiorare le prese daria. Incorniciano perfettamente lo scarso battistrada esterno degli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2: è la prima volta che unauto esce da una fabbrica Jaguar con delle gomme così estreme. Aprendo la portiera del guidatore, lambiente offre lo stesso mix familiare e selvaggio. Parabrezza e architettura di base sono rimasti immutati, la fibra al carbonio adorna lo straordinario motore sweep intorno alla parte superiore del cruscotto, la manopola rotante per la selezione delle marce è stata sostituita con un selettore SportShift di una F-TYPE e ora mi lascio cadere su un sedile con lo schienale fisso. Pregusto già il divertimento.

 

La strada per raggiungere il vulcano è spettacolare, proprio come speravo. Talvolta sembra di guidare attraverso una specie di corridoio nero infernale e il rombo del 5,0-litri sovralimentato V8 che riverbera dalla roccia rende l’atmosfera ancora più intensa. Tuttavia, non è solo il motore a 600 CV a impressionare nella PROJECT 8, perché sterzo e telaio sono così tanto comunicativi e avvincenti da far godere la guida maggiormente in curva rispetto ai rettilinei. Proprio come la 300 SPORT, anche la PROJECT 8 è a trazione integrale e questo trasmette una sensazione piacevole e naturalmente equilibrata di trazione posteriore. Ovviamente la PROJECT 8 ha una sospensione molto più stabile, ma l’ammortizzamento è sufficientemente sofisticato da riuscire ad assorbire le inevitabili imperfezioni della strada.


È un percorso affascinante, anche se un po’ brullo quello che porta al Rifugio Sapienza che rappresenta il limite della strada asfaltata sull’Etna. Alla fine della giornata, quando si è placato il baccano del traffico dei turisti, qui regna una piacevole quiete. Guardando l’incantevole distesa della Sicilia che ho attraversato per arrivare fin qui, trovo piuttosto divertente il fatto di aver guidato su un vulcano con l’estintore riposto ordinatamente dietro al sedile di guida, quasi un monito delle forze in gioco.

Le 300 persone abbastanza fortunate da poter acquistare una XE SV PROJECT 8 saranno i proprietari di una macchina davvero speciale.

 

È fantastico vedere Jaguar fare un balzo di questo tipo nell’ambito delle performance estreme e spero non sia l’ultima volta che vedremo un veicolo come questo nascere dalle Special Vehicle Operations. Naturalmente, se avete perso l’occasione di assicurarvi una delle PROJECT 8, vi farà piacere sapere che la 300 Sport è un’altra XE più facilmente accessibile, ma comunque in grado di entusiasmare su queste strade siciliane così impegnative.

 

 

Testo: Henry Catchpole // Fotografia: John Wycherley

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