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Niente fermate ai box - autonomia estesa

 

 

Le ultime macchine da corsa di Formula E ‘Gen2’ hanno un’autonomia elettrica talmente estesa da rendere superflua la sosta ai box durante una gara. Tuttavia, nella Formula E le scuderie a bordo pista continuano ad essere, come di consueto, indaffarate e assolutamente affidabili come rivela la nostra chiacchierata esclusiva con il capo meccanico di Jaguar Racing.

Questo è il consiglio di carriera del capo meccanico: Preparati a lunghe ore di lavoro, ad avere spirito di squadra, essere estroverso e ad aver fiducia in ciò che faisostiene Wes Partridge

 

 

Il design della Jaguar I-TYPE 3 combina potenza ed efficienza

 

 

Per lavorare in una scuderia non bastano solo precisione, efficienza e competenza, ma è necessaria anche molta forza

 

 

“Un ragazzo che entra a far parte della nostra scuderia potrebbe sentirsi leggermente intimidito sapendo di lavorare con 800 volt in grado di ucciderlo al primo errore” dice Wes Partridge, capo meccanico di Jaguar Racing parlando della preparazione delle automobili da corsa di Formula E che avviene con una corrente elettrica di 250kW. “Teniamo corsi mirati a sensibilizzare sulla sicurezza elettrica, ma bisogna scegliere le persone giuste. I miei ragazzi hanno solitamente cinque-sei anni di esperienza nel settore dell’automobilismo sportivo, dalla Formula 3 alla F1.”

 

La seconda generazione di vetture di Formula E richiede maggiori conoscenze nell’ambito della manutenzione, della preparazione e della riparazione prima, durante e dopo una gara perché con una capacità di immagazzinamento dell’energia doppia rispetto ai veicoli di prima generazione non devono più fermarsi ai box nel bel mezzo della gara per sostituire le macchine. Un’automobile ha ora un'autonomia elettrica sufficiente per affrontare un’intera gara senza alcun intervento umano. “Nelle Gen2 la carrozzeria è più grande e il gruppo motopropulsore è più complesso, così la mia scuderia deve offrire sempre prestazioni di altissimo livello” continua Partridge. “Non si ha molto tempo tra le sessioni di prova e in generale si ha addirittura meno tempo di prima. Il pit stop degli anni passati ne rappresentava soltanto una piccola parte.”   

 

Il mercoledì precedente a un fine settimana di gare di Formula E Partridge allestisce la sua officina provvisoria sul luogo della gara , ma la giornata più impegnativa è senz'altro il giovedì, sfortunatamente proprio quella stabilita per la nostra intervista prima dell’E-Prix di Santiago, poiché le vetture devono essere controllate attentamente e ottimizzate in vista della corsa del weekend. “Misuriamo i freni e i cuscinetti delle sospensioni, controlliamo il cambio e molto altro. Il tipo e l’entità delle modifiche variano ogni settimana, ma generalmente ci si aspetta che le automobili siano sottoposte a grandi sforzi perché corrono su un circuito urbano.”

 

Con budget volontariamente limitati dall’organo amministrativo della Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) al fine di garantire parità di condizioni di partecipazione, le scuderie di Formula E non possono usufruire di uno staff numeroso o di ricambi illimitati per compensare gli eventuali errori umani, cosa molto apprezzata da Partridge in una prospettiva di competizione, ma non eccessivamente da un punto di vista personale. “Mi piacerebbe molto avere qualche meccanico in più, ma in questo modo ognuno ha lo stesso numero di persone a disposizione” dice. “In F1 puoi anche avere una scuderia di 90 persone. Lavoro con altri sei meccanici per gestire due macchine. Non possono avere una giornata storta perché non hanno altre cinque persone ad aiutarli e non c’è nemmeno il tempo per analizzare i dati di guida tutta la notte. Ho a disposizione due gruppi motopropulsori per ogni veicolo, due gruppi elettrogeni e due invertitori che devono durare tutto l’anno. Posso passarli da una macchina all’altra, ma appena ne tolgo uno completamente dalla circolazione arriva la penalità in griglia.” 


Il 24 enne neozelandese Mitch Evans ha portato a termine la sua prima stagione di Formula E nel 2016. Ha vinto il suo primo Grand Prix internazionale a 16 anni

Rispetto alle 90 persone che compongono una scuderia di Formula 1 la scuderia di Formula E è composta soltanto da 7 persone

Mitch Evans e il suo compagno di squadra Nelson Piquet Jr. in azione

Ha davvero le corse nel sangue. Suo zio è stato capo meccanico per la Silk Cut Jaguar XJR-9, vincitrice delle 24 Ore di Le Mans nel 1988. Suo padre era responsabile della logistica per Tom Walkinshaw Racing (TWR) che neglianni d’oro dell’automobilismo collaborava con Jaguar. A 14 anni Partridge imbiancava i pavimenti delle officine da TWR, a 16 anni era già diventato ‘l’addetto alle gomme’, prima dello studio di ingegneria meccanica e di un successivo apprendistato di quattro anni per la costruzione di utensili. A 21 anni è entrato a tempo pieno nel team F1 Arrows e non se n’è mai pentito. 

 

Partridge , che intende festeggiare i suoi 40 anni volando ad Hong Kong per un’altra corsa all’inizio di marzo, ha un semplice consiglio da dare a chi aspira ad una carriera nell’automobilismo: “Preparati a lunghe ore di lavoro, ad avere spirito di squadra, ad essere estroverso e ad aver fiducia in ciò che fai.” Anche un pizzico di competitività non guasta affatto. Oltre ad aiutare gli altri a correre più velocemente, a 15 anni era già un motociclista semi-professionista. “I tipi con cui ho gareggiato sono diventati campioni britannici ed europei, ma io riuscivo comunque a dare a tutti del filo da torcere la domenica pomeriggio” afferma con orgoglio.

 

Le giornate in cui non lavora sembrano passare senza troppe sorprese. “Cerco di passare del tempo con mia moglie e le mie due bambine, ma faccio anche le gare di go-karts con gli amici. Ho un Rotax Max su telaio Mad Croc con circa 40hp, ma mi piace giochicchiare un po’ con le turbine per renderlo più veloce.” Prima di attaccare il telefono a tornare al suo lavoro conclude affermando che la possibilità di avere famigliari desiderosi di seguire le sue orme è piuttosto remota: “Ho cercato di trasmettere alle mie figlie di sei e dieci anni la passione per il go-kart, ma loro sono più interessate alla danza e alla ginnastica...purtroppo!”

 

Per maggiori informazioni sulla stagione di Formula E 2018-19 vai su www.fiaformulae.com.

 

 

 

Testo: Guy Bird // Fotografia: Andrew Ferraro, Jaguar Racing; JLR PR


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