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Cool come il ghiaccio

I downhill skater Tamara Kajah e Mirko Lahti conoscono bene la combinazione di ghiaccio ed alte velocità dal campionato mondiale Red Bull Crashed Ice. Chissà se questa loro abilità sarà in grado di aiutarli anche guidando alla Jaguar Land Rover Ice Academy nella Lapponia svedese?

I laghi gelati di Arjeplog in Svezia: una pista da pattinaggio con uno sfondo straordinario

I prerequisiti per la guida sul ghiaccio sono concentrazione, pazienza, sterzate precise e un buon uso dell’acceleratore

Inizialmente i due atleti sono su un terreno completamente sconosciuto nella F-TYPE

Distese di neve a perdita d’occhio punteggiate dal verde di qualche albero e dalle colline circostanti: quando Mirko Lahti si mette al volante della F-PACE la temperatura all’interno della vettura è di -15° C. Sotto la macchina si trova uno strato di ghiaccio di 70 cm di profondità. E sotto il ghiaccio c’è il fondale del Lago Hornavan, il lago più profondo di tutta la Svezia.

 

Jan Wouters – Istruttore dell’Ice Academy, proprietario di una squadra corse e campione di drifting – ha appena mostrato a Mirko come si guida la F-PACE lungo la pista di slalom sul lago ghiacciato, schivando con grande abilità i coni posti sul percorso. Ora tocca a Mirko. “Pronto?” chiede Jan. Mirko annuisce e preme sull’acceleratore, poco dopo sta già lottando con il volante della macchina che ha cominciato a sbandare a destra e a sinistra.

 

Tamara Kajah lo osserva con attenzione. Come Mirko anche lei partecipa alle gare di ice cross downhill. A 27 anni l’atleta canadese è considerata una delle migliori rappresentanti femminili di questo sport, mentre il finlandese Mirko, di 22 anni, ha già vinto per ben due volte il campionato del mondo juniores. Nello “sport più veloce sui pattini” gli atleti compiono spericolate discese su un percorso di ghiaccio con curve molto strette, salti e dislivelli a una velocità che può raggiungere gli 80 km/h. Le appassionanti gare del campionato del mondo che hanno luogo in numerose località, dalle stazioni sciistiche fino ai centri cittadini, attraggono milioni di spettatori.

 

Ora i due atleti devono scoprire se la loro competenza sul ghiaccio li può aiutare come piloti alla Jaguar Land Rover Ice Academy nella Svezia settentrionale. Qui la Jaguar Land Rover gestisce da molti anni un centro di collaudo specializzato per le gelide temperature. L’Academy è stata fondata nel 2016 per consentire ai visitatori l’esperienza inebriante della guida sul ghiaccio seguiti da istruttori esperti.

 

Mirko impara in fretta e già dopo breve tempo lo si vede sfrecciare con maestria tra un cono e l’altro. “Adesso mi sento un po’ sotto pressione” osserva Tamara prima di dirigersi verso una F-TYPE rossa dotata di pneumatici chiodati. Il modello F-TYPE, piccolo e muscoloso con trazione integrale è velocissimo ed incredibilmente reattivo, mentre la F-PACE, combina il DNA di una macchina sportiva con una trazione meno penalizzante.


La prima volta che Tamara Kajah ha indossato un paio di sci aveva tre anni. Da allora la Canadese non ha mai smesso di cercare il brivido della velocità.

Il finlandese Mirko Lahti è ad appena 22 anni già due volte campione del mondo juniores nella disciplina del’Ice Cross

All’inizio Tamara è più cauta di Mirko, impara però anche lei molto velocemente. “Fantastico!” grida dopo un paio di giri. Lei e Mirko si scambiano le prime esperienze confrontando la guida sul ghiaccio con le corse sui pattini. “Sui pattini si ha un controllo molto più diretto” dice Mirko. “Qui devi cercare di rilassarti e di sfruttare lo slancio nei punti giusti.”

 

“Può sembrare un’ovvietà, ma la guida sul ghiaccio è molto diversa dalla guida in condizioni normali” spiega l’istruttore di Tamara, Andre D’Cruz, un veterano del motociclismo da corsa e pilota di stunt cinematografici. “Si deve lavorare molto meno di sterzo, ma è necessario un maggior controllo di acceleratore e freno. ”Terminato lo slalom i pattinatori passano ad un’altra delle piste dell’Academy, un ampio tracciato ovale con un diametro di 200 metri, realizzato appositamente per il drifting. Jan e Andre dimostrano come si fa scivolando con la macchina sulla pista e creando possenti vortici di neve prima di passare il volante agli allievi.

 

Nonostante alcune piroette iniziali Tamara e Mirko mostrano nuovamente di fare rapidi progressi. “Sono davvero impressionato, ma anche non eccessivamente sorpreso. Gli atleti di solito possiedono un’ottima coordinazione occhio-mano e riescono velocemente a mettere in pratica le loro conoscenze” dice Jan. “Anche se forse ho appena portato sfortuna a qualcuno...!” aggiunge quando Tamara sbanda finendo in un cumulo di neve - a conclusione della prima giornata un monito di quanto possano essere limitati i margini della guida sul ghiaccio.

 

Il secondo giorno comincia con un sole straordinario e un cielo incredibilmente blu. Ora per Mirko e Tamara è giunto il momento di applicare le conoscenze acquisite nella giornata precedente su una pista compatta e tortuosa che comprende curve sia strette che larghe. Rimangono alcuni momenti di esitazione con manovre in sovrasterzo e sottosterzo, ma Mirko e Tamara hanno fatto ottimi progressi in breve tempo. Ben presto sono in grado di guidare con sicurezza, senza alcun timore di aumentare la velocità e chiaramente divertendosi da matti. Ma rimane ancora un altro test. Mentre il sole tramonta dietro alle colline che incorniciano il lago, i due atleti, dopo aver indossato la completa attrezzatura da skater, si preparano ad affrontare un percorso di 300 metri di ghiaccio levigato, appositamente preparato per loro. 

 

Dopo qualche giro di riscaldamento sono pronti. Andre è seduto nella F-TYPE vicino alla pista, sulla parte posteriore della macchina è fissata una lunga corda per rimorchio, a un cenno di Mirko si parte. La macchina accelerando traina Mirko sul ghiaccio come nel wakeboarding. Raggiungono i 70 km/h. Poi è la volta di Tamara: 80 km/h. Torna indietro sorridendo sardonicamente e vede Mirko nuovamente in posizione di partenza - vuole raggiungere i 100 km/h. La fanno sembrare una cosa semplicissima. Solo con riluttanza ammettono che il percorso è troppo breve per accelerare ulteriormente. “Se ritorniamo l’anno prossimo” dice Mirko “potreste fare il percorso più lungo?”

 

Testo: Geoff Poulton // Fotografia: Dirk Bruniecki

 


I due appassionati pattinatori si fanno trainare su un percorso di ghiaccio levigato di 300 metri da una corda legata ad una Jaguar

Una temperatura di -25 gradi non rappresenta una sfida soltanto per Tamara Kajah, Mirko Lahti e gli istruttori, ma anche per la F-TYPE

Tamara Kajah spinta dall’ambizione: vuole essere più veloce del suo compagno

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