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Vero o falso? I disegni iperrealistici di Howard Lee

La lattina di Coca-Cola è vera? Per scoprirlo bisogna guardarla molto attentamente. I disegni ingannevolmente realistici sono stati creati dalla matita dell'artista Howard Lee. La risoluzione è sempre una sorpresa.

I disegni iperrealistici danno un'impressione ingannevolmente realistica, come se fossero delle foto o una copia dell'originale

Per realizzare il Babbo Natale di cioccolato l'artista britannico Howard Lee ha impiegato circa 13 - 15 ore

In brevi video clip Howard Lee mette a confronto i suoi disegni iperrealistici con oggetti reali apparentemente identici

Sia che si tratti di dolciumi, personaggi dei giochi o banconote, i disegni di Howard Lee non si riescono a distinguere dall'originale e confondono sempre l'osservatore

Che si tratti di lattine di Coca-Cola, di un Babbo Natale di cioccolato o di altri dolciumi: lui disegna semplicemente tutto. E lo fa in modo così realistico da rendere difficile la distinzione tra l'originale e il disegno. Stiamo parlando dell'artista britannico Howard G. Lee. Sul suo profilo Instagram carica foto e video nei quali è possibile vedere due oggetti identici. Però soltanto uno dei due è vero. "La tendenza artistica si chiama Iperrealismo" svela il 36enne "una visione fotorealistica del dato reale, una rappresentazione nitidissima o anche idealizzata dell'oggetto reale". Perché le immagini iperrealistiche non sono riproduzioni fedeli di fotografie e nemmeno immagini dettagliatissime di oggetti esistenti e scene di vita. Al loro posto l'Iperrealismo fa uso di elementi supplementari, spesso nascosti per creare l'illusione di una realtà che non esiste veramente o che non viene riconosciuta come tale dall'occhio umano.


Lo strumento preferito di Lee sono le matite e i pastelli colorati. I pastelli aiutano con le tonalità morbide e con i giochi d'ombra

La punta alle matite viene fatta solitamente con un taglierino o con un coltello affilato

Lee trascorre spesso intere giornate alla scrivania a disegnare. Per questo è ancora più bello quando riesce a programmare una sessione nella natura

Howard Lee si filma mentre disegna e posta i suoi video su YouTube e Instagram

L'artista, nativo di Manchester, fa parte di un movimento in ascesa nell'ambiente artistico dedito a un tipo di rappresentazione estremamente minuziosa nei dettagli, posizionandosi così agli antipodi rispetto all'arte astratta. Non è però sempre stato così. "Quando ero più giovane amavo lo stile esistenzialista dell'artista svizzero Alberto Giacometti (1901 - 1966) che astraeva la realtà per sottolineare l'assurdità della vita e dell'esistenza umana". Attraverso l'esistenzialismo di Giacometti, Lee è arrivato alla pittura espressionista di Edvard Munch (1863 - 1944) e Frank Auerbach (*1931). Tuttavia il suo processo creativo non si era ancora esaurito nell'Espressionismo e nell'arte delle avanguardie del XX secolo. "Ho trascorso anni a cercare di scoprire la forma che avrebbe dovuto assumere la mia arte" racconta Lee. "Dopo gli studi artistici alla Aberystwyth School of Art in Galles ho cercato di vendere pitture astratte ed espressive su tela ma l'élite artistica dominante non mostrava alcun interesse". Ancora più difficile era convincere il grande pubblico. Per quanto intensa e significativa possa essere l'arte astratta, la maggior parte della gente aveva il timore di non capirla e questo si ripercuoteva spesso negativamente sul loro modo di considerarla e di apprezzarla.


Lee, nato a Manchester, vive da 14 anni a Gateshead, un posticino idilliaco nell'Inghilterra nord orientale

"Gateshead è la regione migliore della Gran Bretagna. La maggioranza dei cittadini britannici non sa quello che abbiamo qui: una perfetta combinazione di cultura, natura e persone di carattere", afferma Lee

Dopo gli studi artistici alla Aberystwyth School of Art in Galles ci sono voluti degli anni prima che l'artista britannico trovasse la sua nicchia: video artistici di illusioni

Lee trova ispirazione anche nella natura: fiori, ragni, frutta e molto altro ancora

Dall'Espressionismo alla pittura iperrealistica

 

Con l'ascesa dei social media, Lee ha cominciato a sviluppare un realismo sempre più intenso e a sperimentare con la tridimensionalità e le illusioni ottiche. "Guardavo su YouTube i video dell'artista 3D italiano Marcello Barenghi. Mi hanno ispirato a considerare non solo i risultati della mia arte, ma anche a includere il processo creativo" spiega Lee. Così ha montato una videocamera sopra alla sua scrivania e ha cominciato a filmarsi mentre disegnava. I video in time lapse nei quali riproduceva i suoi duplicati fedeli in ogni dettaglio venivano poi caricati su Internet dall'artista. Si tratta soprattutto di oggetti quotidiani che tutti conoscono e possono apprezzare come hot dog, ghiaccioli, barrette di cioccolato, dolciumi, banconote o personaggi dei giochi.

 

Sui social i suoi disegni e video "vero o falso?" hanno scatenato un clamore di vasta portata. Non per nulla ha oltre 194.000 follower su Instagram e 350.000 su YouTube. La gente di tutto il mondo vede l'arte di Lee e reagisce, ma la cosa più importante è che giudica il suo lavoro esclusivamente in base al valore visivo, indipendentemente da qualunque establishment. "Nel migliore dei casi la gente si sente ingannata dalla mia arte e si chiede come abbiano potuto pensare che l'oggetto falso fosse invece quello vero" racconta l'artista britannico. In tempi di social bot e di fake news è più importante che mai mettere in discussione le informazioni e le immagini fatte passare per vere in Internet o nelle notizie.


Su YouTube e Instagram Lee annulla quasi completamente i confini tra realtà e illusione mettendo in discussione il patinato mondo online

Sul suo canale YouTube chiede alle persone di indovinare qual è l'oggetto vero e quale quello finto

Con gli strumenti più umili Howard Lee è in grado di creare straordinarie illusioni. Solitamente bastano un foglio di carta, delle matite colorate e una panca

Quale lattina di Coca-Cola è quella di carta? Quale hot dog si può mangiare? Queste e altre domande vengono poste da Howard Lee ai suoi follower di Instagram e YouTube

140 ore per la Jaguar XE (2020) 

 

Per questo Lee lavora giorno dopo giorno alla sua scrivania disegnando illusioni. A seconda delle dimensioni e della minuziosità dei dettagli per realizzare un disegno iperrealista ha bisogno di molte ore, alle volte anche di molti giorni. "Per realizzare il mio famoso hot dog ho lavorato al massimo quattro ore" afferma. "Il Babbo Natale di cioccolato invece è molto più curato nei dettagli, senz'altro ci sono volute dalle 13 alle 15 ore." Però non c'è paragone con il suo progetto finora più grande: un disegno realistico della Jaguar XE (2020). Nonostante lo scetticismo iniziale e il timore di non essere in grado di cogliere in modo sufficientemente preciso i dettagli del veicolo, Lee ha creato anche questa volta un'illusione davvero impressionante. "Non ho mai passato tanto tempo davanti al cavalletto, 50 ore soltanto per il raffinato allestimento interno della Jaguar XE" racconta Lee. In totale ha avuto bisogno di circa 140 ore per rappresentare la berlina sportiva in tutte le sue sfaccettature.


 Il più grande progetto di Lee fino ad oggi: un disegno realistico della Jaguar XE (2020)

 Decisamente reale fin nei minimi dettagli: l'artista britannico ha creato quest'opera d'arte su uno schermo di 1,5 x 1,5 metri

 Ci sono volute 140 ore per presentare la berlina sportiva in tutte le sue sfaccettature

A causa delle ampie superfici ha dovuto sostituire le sue amate matite colorate con i colori acrilici e ad olio, miscelare le diverse tonalità di colore in modo tale da renderle identiche a quelle dell'automobile originale nonostante la luce della telecamera sia stata la difficoltà maggiore. Tuttavia il lavoro ha dato i suoi frutti. Già a febbraio i suoi dipinti delle dimensioni di 1,5 m x 1,5 m sono stati scelti per il lancio della nuova Jaguar XE a Londra, per poi essere trasportati a Nizza per un altro show Jaguar. "Il progetto è stato molto appassionante ma molto intenso, perché solitamente lavoro con oggetti di dimensioni molto più ridotte e finisco anche molto prima" ammette l'artista. "Con la Jaguar ho davvero dovuto controllarmi per lavorare per così tanto tempo ad un'unica opera". In futuro si dedicherà perciò nuovamente a progetti più piccoli. La vera sfida non è rappresentata dalle dimensioni di un oggetto ma dalla creazione di qualcosa in grado di trasmettere l'illusione di realtà.

 

 

 

Testo: Anna Karolina Stock  // Fotografie: Robert Ormerod

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