Immergetevi con noi nel mondo di Jaguar. In ambiti solitamente riservati. Insieme a noi scoprirete gli sviluppi, le idee per il futuro, le menti creative e gli interessanti partner di Jaguar
 

Domani è più vicino di quanto si possa pensare

Mister Pace – non si tratta del soprannome della nuova Jaguar I-PACE, si riferisce invece all’architetto francesce Eric Pace, legato alla Jaguar da qualcosa di più del proprio nome. Da 30 anni, infatti, Eric Pace svolge la professione di architetto e studia costantemente nuove tecnologie per lo sviluppo di case ecologiche e per la realizzazione di opere che possano diventare pietre miliari nel mondo dell’architettura. Dunque, non stupisce il fatto che sia tra i primi clienti in trepida attesa della consegna della propria Jaguar I-PACE, un’auto completamente elettrica.

„Hôtel Particulier Solaire“ di Eric Pace

Signor Pace, è in attesa della consegna della sua nuova Jaguar I-PACE – perché ha deciso di acquistare proprio questo modello? 

 

Ci sono oggetti e auto che grazie al proprio design, struttura o tecnologia caratterizzano un’epoca. Un veicolo che unisce le due cose è qualcosa di raro. In architettura, in questi casi si parla dell’unione di forma e funzione e secondo me il modello I-PACE è esattamente questo: espressione di una rivoluzione della mobilità elettrica. Il radiatore non funge più da mera copertura del motore, i pesi sono distribuiti diversamente e il concetto dello spazio è orientato completamente alle esigenze del passeggero. La persona costituisce il focus, il fulcro del concetto di sviluppo dell’auto.

 

Cosa può dirci in merito al divertente caso di avere lo stesso nome di un’auto? Questa è la sua prima Jaguar?

 

Il fatto di avere lo stesso nome di un’auto così ricca di valore simbolico è una simpatica coincidenza con la storia della nostra famiglia. Una parte dei miei parenti è di origine inglese, vivevano a Malta ed erano ricercatori. Un membro della famiglia partecipa ormai da molti anni alla regata America’s Cup, mentre un altro è stato pilota di Formula 1 negli anni 70.

In effetti, la I-PACE non è la mia prima Jaguar. Nel 2008 ho acquistato una XF SV8 per il suo motore e anche per il design di Ian Callum. Mia moglia si è subito innamorata del comfort che la macchina offre. E quando ero un bambino, mio padre, che faceva il meccanico, mi ha fatto conoscere la Jaguar E-Type V12. 

 

Ha partecipato alla presentazione dell’auto a Graz. Quali sono state le sue prime impressioni?

 

A Graz è stato fantastico. Quando si vede la I-PACE per la prima volta si ha come l’impressione di osservare un monolite che levita. Le sue forme sono fluide e dinamiche e la prima impressione che si ha è più che degna della fama di una Jaguar.

 

Ha avuto anche la possibilità di fare un giro con l’auto. Come è stato?

 

Durante la guida è possibile percepire le particolarità del design esterno anche all’interno dell’auto: potenza infinita, stabilità e naturalmente un grande comfort.

 

Altri dettagli che ha potuto notare?

 

Di questo riderà, ma il nostro Setter inglese, Jack, avrà finalmente spazio sufficiente dietro, nel bagagliaio. Il tetto panoramico trasmette una sensazione di libertà ed è un’esperienza del tutto nuova per le persone che siedono dietro.

 

Come si immagina la mobilità del futuro? E in questo, quale ruolo avrà la I-PACE?

 

Secondo me, la I-PACE rappresenta il primo passo della guida del futuro poiché definisce le regole della nuova mobilità. Penso che le strade, in futuro, indicheranno solo la direzione di guida. Il modo e l’intensità con cui si guida cambierà. Naturalmente si potrà anche soltanto guidare, ma sarà anche possibile utilizzare il tempo a disposizione per comunicare o per migliorare la propria formazione. I sistemi di assistenza alla guida e la guida autonoma prima o poi permetteranno anche questo. Inoltre, la capacità delle batterie costringe il pilota a essere consapevole dei propri consumi – e anche questo rende responsabili. 

 

A chi consiglierebbe questa auto?

 

Dal mio punto di vista, questa auto può essere considerata il coltellino svizzero della mobilità elettrica applicata. Poiché offre così tanta flessibilità d’uso ed ergonomia che ognuno può trarne vantaggio. Per noi, la I-PACE sarà l’auto di famiglia che ci permetterà di guardare ai prossimi anni con tranquillità. Mi accompagnerà anche professionalmente e non soltanto perché sviluppo case ad alta efficacia energetica, ma anche perché, nella vita di tutti i giorni, devo visitare molti immobili e per fare questo ho bisogno di un veicolo adeguato.

 

Non c’è dubbio che questa auto sia particolarmente adatta al suo stile di lavoro. Lo è anche alla sua personalità e al suo stile di vita?

 

Da giovane, durante il servizio militare, facevo parte di un reggimento di paracadutisti e ho douto imparare ad adattarmi velocemente a tutte le possibili situazioni, indipendentemente dalle condizioni. Guidare ogni giorno un veicolo completamente elettrico per me significa affrontare veramente le sfide del nostro tempo. Analizzare criticamente se stessi e il proprio operato, esplorare nuove vie, lasciarsi anche cadere nel vuoto – ma sempre con un paracadute, una sicurezza che in questo caso si chiama Jaguar.

 

 

Testo: Jelena Pecic // Fotografia: Eric Pace

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